C’era una volta la tristezza… e c’è ancora

Dialogo tra una mamma ( io)  e un bambino di quattro anni ( mio figlio):

  • Mammina mi sento tanto triste, sento il mio cuore che batte fortissimo, come se si stesse spezzando.

  • Amore cosa posso fare per aiutarti?

-Abbracciami forte.”

Vi è mai capitato di:

1) svegliarvi di malumore

2) sentire un grande peso che si sposta alternativamente dal petto allo stomaco

3) avere una gran voglia di piangere.

Nei momenti in cui vi è capitato probabilmente stavate vivendo una delle emozioni primarie: la tristezza.

Vi è, inoltre, capitato di reagire a questo stato emotivo:

1) rinchiudendovi in voi stessi ed evitando di farvi vedere dagli altri ” in queste condizioni”.

2) mostrandovi sorridenti agli occhi di chi vi stava intorno.

Immagino che anche queste modalitá di comportamento siano capitate a molti di voi. A me capitano spesso e probabilmente mi comporto così per evitare che gli altri si preoccupino per me e perché non voglio creare imbarazzo in chi mi sta intorno.

Vi è infine mai capitato che una persona a cui volete bene vi confidasse di sentirsi triste e che voi, come risposta, vi siate sentiti imbarazzati e abbiate sentito il bisogno di rassicurarla dicendole di pensare ” a cose belle” o di pensare che “ci sono persone che stanno peggio di noi”.

Immagino che anche questo modo di reagire alla tristezza altrui sia capitato a molti di voi.

La tristezza è un’ emozione che di solito è determinata dalla difficoltà che una persona incontra nel superare un ostacolo, dall’insuccesso nel raggiungere o nel mantenere uno stato desiderato.

All’interno della nostra cultura domina l’idea che le emozioni “di tipo negativo” non vadano espresse.

In realtà l’espressione della tristezza svolge almeno due importanti funzioni:

1) una funzione adattiva, ossia favorisce la capacità, da parte della persona, di far fronte alle richieste dell’ambiente con cambiamenti interni all’organismo ( battito cardiaco, pressione sanguigna etc), e con reazioni che coinvolgono tutto l’organismo. Possiamo paragonare la tristezza a una sorta di campanello d’allarme che suona appena ci troviamo in una condizione di difficoltà.

2) È un modo per chiedere aiuto a chi ci sta intorno. Infatti esprimere la propria tristezza consente agli altri di starci vicino e di prendersi cura di noi.

Cosa possiamo fare davanti alla nostra tristezza?

a) darci il tempo per riconoscerla

b) non vergognarcene ( a tutti capitano momenti tristi )

c) darle spazio, esprimerla davanti a qualcuno di cui ci fidiamo

d) consentire a qualcuno di starci vicino, di aiutarci.

Cosa possiamo fare davanti alla tristezza di una persona a cui vogliamo bene?

a)  accoglierla e ascoltarlala, senza per forza dire grandi cose. In fondo, se ci pensiamo, ciascuno di noi, quando sta male, può   trovare ampio conforto in qualcuno che sappia dedicargli del tempo per ascoltarlo.

b) starle vicini con gesti corporei: un abbraccio, una stretta di mano, o semplicemente uno sguardo di attenzione.

I bambini hanno momenti di tristezza? In che modo possiamo stargli vicini?

I bambini vivono la tristezza già da quando sono molto piccoli. Cosa possiamo fare davanti alla tristezza dei bambini?

1) non temere e non spaventarci;

2) favorire l’ espressione della loro tristezza facendogli per esempio sentire e capire che non devono vergognarsi, mostrandogli che gli siamo vicini e che siamo disposti ad ascoltarli.

3) Ai bambini piccoli, essendo molto corporei e avendo molta fantasia e immaginazione, può essere utile Chiedere, per esempio, in che parte del corpo sentono la tristezza, che colore ha, che forma ha, quanto pesa.

Infine, mi piace chiudere il pezzo con una poesia che parla di pioggia e di sole e che mi fa battere fortissimo il cuore❤️

Giorno di pioggia

La giornata è fredda, e scura, e cupa
Piove, e il vento non è mai stanco
La vite si aggrappa ancora al muro in rovina,
Ma ad ogni raffica le foglie morte cadono,
E i giorni sono scuri e cupi.

La mia vita è fredda e scura e cupa;
Piove, e il vento non è mai stanco;
I miei pensieri si aggrappano ancora al passato in rovina,
Ma le speranze della gioventù cadono fitte nell’esplosione,
E i giorni sono scuri e cupi.

Fermati, cuore triste! E smettila di lamentarti;
Dietro le nuvole il sole sta ancora splendendo
Il tuo destino è il destino comune di tutti
Nella vita di ognuno di noi deve cadere un po’ di pioggia.
Alcuni giorni devono essere scuri e cupi.

HENRY WADSWORTH LONGFELLOW

The rainy day

The day is cold, and dark, and dreary;
It rains, and the wind is never weary;
The vine still clings to the mouldering wall,
But at every gust the dead leaves fall,
And the day is dark and dreary.

My life is cold, and dark, and dreary;
It rains, and the wind is never weary;
My thoughts still cling to the mouldering Past,
But the hopes of youth fall thick in the blast,
And the days are dark and dreary.

Be still, sad heart! and cease repining;
Behind the clouds is the sun still shining;
Thy fate is the common fate of all,
Into each life some rain must fall,
Some days must be dark and dreary.

Se volete saperne di più sulle emozioni potete guardare un bellissimo film della Walt Disney: “insidie out”, adatto sia per i bambini che per gli adulti.

ps. Mi sarebbe piaciuto terminare postando una bella foto ma, ahimè, non ho ancora trovato il modo di imparare a postarle. Posso però descrivervi la foto che avrei voluto mettere, in modo che possiate almeno immaginarla. Trattasi di una foto con un mare invernale carico di onde, una decina di nuvole grigio scuro, un piccolo spiraglio dal quale si intravede un raggio di sole. Questa era la foto.

Per il resto buonanotte per chi andrà a dormire e buon venerdì sera per gli altri.❤️

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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