17.4 Accogli la novità: ciao tristezza, di Serena

Ciao Tristezza
“Ciao tristezza ciao
Che cosa sei
Che cosa sei
Improvvisamente
Puntuale sempre
Non cambi mai
Vivo e ho riguardo
Di me che sento il tuo venire…” (Biagio Antonacci)


È da domenica che mi sento un po’ giù di morale. Oggi ho deciso di concedermi una pausa per ascoltare il mio sentire e non zittirlo, come a volte mi capita di fare. Così ho aperto la mia playlist, contenente le canzoni che mi aiutano a far fluire e a cullare tutta la mia tristezza, e mi sono lasciata trasportare dalla musica.
All’interno di me stessa sento un vortice di emozioni a cui non riesco a dare la giusta definizione: tristezza, apprensione, ansia, confusione, paura… Credo di iniziare a risentire della situazione e stare sempre in casa senza vedere nessuno non mi aiuta a distendere i pensieri. Sono preoccupata per tutto il caos che stiamo vivendo: i contagi e i morti crescono ogni giorno, sono quasi due settimane rinchiusa in casa, non si sa ancora quando tutto questo finirà e mi fa paura pensare a tutte le conseguenze negative che questa situazione porterà.
Mi sono chiesta perché devo negare questi sentimenti? Cosa mi fa paura?
E così ammetto a me stessa di star provando tristezza e paura, e ancora ho paura che, col passare dei giorni, queste emozioni negative possano prendere sopravvento sulla positività, dando ossigeno al mio lato ansioso, del quale ho ancora più paura!
È vero questo é l’angolo della positività, ma siamo umani ed é normale vivere delle preoccupazioni e avere anche degli stato d’animo non positivi.
Siamo immersi in una società che ci vuole perfetti, allegri, super performanti. Ma la vita non é tutta rosa e fiori! È normale vivere dei giorni down e non dobbiamo respingerli. Respingendo la tristezza, la paura, la rabbia non facciamo altro che riempire un vaso che, prima o poi, traboccherà. Far traboccare il vaso, e parlo per esperienza personale, ci porterà a vivere dei periodi molto più dolorosi, perché non saremmo più in grado di gestire ed elaborare da soli tutte le emozioni accumulate. È per questo che é dobbiamo farlo poco per volta: ogni qualvolta ci sentiamo giù ascoltiamoci e cerchiamo di comprenderci, sarà molto più semplice in questo modo gestire le emozioni negative.
In questi ultimi anni ho capito, infatti, che entrare in contatto con le proprie emozioni, guardare in faccia anche quelle più negative, stare ad ascoltare quello che hanno da dirci, é un ottimo modo sia per conoscere noi stessi e come ci rapportiamo ai nostri sentimenti, sia per capire cosa ha fatto emergere le nostre emozioni.
Ascoltare la tristezza é un utile mezzo per intraprendere la strada dell’introspezione: più ci ascoltiamo e cerchiamo di capire da cosa deriva e cosa crea in noi quella data emozione, più saremo capaci di accettarla, affrontarla e superarla.
Una volta superata, questa emozione ci avrà insegnato un’importante lezione, attraverso cui avere meno paura della tristezza futura ed evitare le esperienze che ci creano dolore.
L’ educazione alla tristezza è uno dei punti sui quali mi soffermo anche nel mio lavoro di educatrice; educare i bambini a non aver paura della tristezza, ad accoglierla e insegnare loro che é un’ emozione che ha la stessa importanza di quelle positive. A tal proposito, mi sento di consigliare un simpaticissimo film d’animazione, “Inside out”, che tratta questo argomento ed é molto carino da guardare insieme ai propri bambini.
Quindi, ben venga anche la tristezza senza aver paura di ascoltarla e mostrarla.

Serena ☘️

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