Creatività e vite immaginarie

Qualche tempo fa lessi un libro, uno di quei libri sulla cura e lo sviluppo della propria creatività in cui vengono proposti esercizi pratici che danno spunti per allenare quotidianamente la propria parte creativa.

Mi diverte, mi incuriosisce e soprattutto trovo molto utile, spesso, usare ciò che più mi affascina al di fuori del mio lavoro all’interno del contesto terapeutico e metterlo a disposizione della psicoterapia che pratico insieme a chi si rivolge a me.

Un esercizio molto affascinante di questo libro parte da una domanda: ” se avessi a disposizione altre cinque vite che cosa faresti in ciascuna di esse?

L’esercizio richiede di non essere troppo cerebrali poiché il suo obiettivo è quello di poter ammettere liberamente ciò che più vi attrae, al di là delle inibizioni culturali e dei pregiudizi.

La fase successiva dell’esercizio richiede che la persona, dopo aver ripercorso la propria lista, scelga, tra tutte, una vita, quella che le sembra più interessante, divertente, allettante, ma anche rischiosa o pericolosa, se preferisce. Lo scopo è vedere se quella vita vi diverte più della vostra, e per scoprirlo vi viene chiesto di provare a vivere l’altra vita per un’ intera settimana.

Per esempio: “se scegliete la vita di un cantante country, procuratevi una chitarra. Ma attenzione! La nuova vita andrà sperimentata almeno un po’ e non soltanto immaginata, poiché questo potrebbe far affiorare idee preconcette”.

Spesso mi capita di aiutare le persone a esplorare la vita alternativa che hanno immaginato per se attraverso l’ipnosi. L’esperimento è molto divertente e consente di approdare in una maniera rassicurante in territori nascosti e inesplorati di sè.

Una volta una donna bellissima, di circa 50 anni, del tutto realizzata professionalmente ma con una vita personale insoddisfacente, grazie a questo esercizio scopri di essere attratta dalla vita da prostituta. Inizialmente rimanemmo entrambe spiazzate da questa particolare possibilità, poi provammo a esplorarla attraverso l’ipnosi e scoprimmo un sacco di desideri, pensieri e bisogni inesplorati a cui la donna, fino a quel momento, non aveva mai fatto caso, né tanto meno attinto.

A fine seduta le chiesi, come esercizio per casa, di sperimentare almeno un po’ di quella vita immaginata. La mia richiesta la lasciò un po’ perplessa,

ma accettò di giocare, e gioco.

E si divertì un sacco.

Anche io mi divertii un sacco, la settimana successiva, nell’ascoltarla raccontare i modi strepitosi in cui era riuscita a divertirsi nel fare il gioco che le avevo proposto e che, si accorse, aveva da sempre desiderato fare.

Si divertì a un punto tale che decise di integrare almeno un po’ di quell’altra vita con quella che stava vivendo.

Fu così che riuscì, a modo suo, ad arricchire, rinnovare, migliorare e gustare meglio la propria vita.

E tu, se avessi a disposizione un’altra vita, che vita sarebbe?

Te lo sei mai chiesto?

Bibliografia

La via dell’artista: come ascoltare e far crescere l’artista che è in noi. Julia Cameron

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