La pazzia Di Marianna, Carla, Elisa, Sarah, Lucia (rubrica Liberamente)

La Pazzia

di Marianna C.

La Pazzia

Di C. Bukowski interpretata da Carla

https://youtu.be/mvMVo6b8fC8

Elogio della Pazzia

di Lucia

“ Fate in modo che, leggendo la vostra storia,

il malinconico si senta invitato a ridere,

l’allegro lo diventi ancora di più,

l’ignorante non se ne stufi,

e chi è colto ne apprezzi la trama,

il serio non la disprezzi,

né il saggio manchi di lodarla.”

“La follia è relativa,

chi stabilisce la normalità?”

Rifletteva Charles Bukowski.

Immaginate una persona che coltivi una passione e che questa passione, Man mano che la persona continua a coltivarla, diventi sempre più coinvolgente, fino a divenire totalizzante.

Immaginate, per esempio, che la persona su cui ci stiamo focalizzando sia appassionata di letteratura cavalleresca.

La sua passione probabilmente sarà nata per caso.

Immaginate questa persona dentro una vecchia biblioteca, intenta a scrutare vecchi libri distribuiti nei vari scaffali.

Poi immaginate la Persona focalizzarci su un vecchio libro contenente immagini antiche e inusuali.

Immaginate che la nuova passione della Persona possa essere nata così.

Poi immaginate la persona divorare libri accomunati da un unico denominatore: la cavalleria.

Immaginate, subito dopo, la Persona appassionarsi a video games, fumetti, film, serie tv, dal tema cavalleresco.

A un certo punto la persona, spinta dalla propria passione, potrà fare un sogno ricorrente che poi si trasformerà nell’obiettivo della sua vita: diventare cavaliere errante.

Questa Persona sconosciuta al mondo, all’interno del proprio sogno, e grazie al proprio obiettivo, potrà indossare nuovi panni, quelli del cavaliere errante.

Prima la Persona era una Semplice persona, ora potrà scegliere per sé il nome di Don Chisciotte.

Avete sentito parlare di Don Chisciotte?

Immagino di sì.

Eppure la sua è una storia antica che però, secondo me, si presta bene a descrivere Un’antichità attuale.

La storia di Don Chisciotte, come molti sanno, narra le gesta di una Persona che prima si sentiva Nessuno e che poi trova il modo di diventare qualcuno grazie alla propria ‘pazzia’ che le consente di vivere l’illusione eroica benché la realtà lo renda anonimo.

La pazzia di don Chisciotte nasce da fondamenti ideologici piuttosto che psicologici.

Il personaggio descritto da Cervantes assorbe in modo preciso, quasi ossessivo, tutti gli schemi cavallereschi e vi crede al punto da farne un MODELLO che cerca di imitare trasformandosi in un cavaliere perfetto.

Il termine pazzia, usato in modo ricorrente nel libro di Cervantes, risulta estremamente generico e di uso comune, probabilmente deriva dal greco ‘phatos’, che significa sofferenza, e dal latino ‘patiens’ che significa paziente, malato.

Nell’ ambito della medicina clinica le ‘differenze disfunzionali’ definite dalla media statistica di ‘normalità’, vengono definite ‘disturbi mentali’ e vengono descritte in modo accurato in un manuale diagnostico ( DSM) che, dopo un certo periodo, viene aggiornato in base ai cambiamenti culturali e sociali che determinano la “media normale”.

Nell’ambito della psicoterapia ericksoniana si può partire da presupposti differenti rispetto a quelli diagnostici.

Lo psicoterapeuta parte sempre dalla persona e da ciò che, nello specifico, per la persona costituisce un problema, ma anche da quelle che considera risorse.

La persona che si rivolge allo psicoterapeuta solitamente sente di avere un problema che la affligge, che le impedisce di stare bene con se stessa e/ o con gli altri.

Questo cosa significa?

Significa che due persone possono avere una caratteristica simile ma una può viverla come un problema e l’altra, la stessa caratteristica, può addirittura viverla come risorsa.

La persona che non vivrà la propria caratteristica come problema non avrà un problema, l’altra poichè vivrà la propria caratteristica come problematica e/ o invalidante, avrà un problema di cui prendersi cura.

Ritornando alla metafora di Don Chisciotte, dunque, ciascuno di noi può liberamente scegliere se immaginare e descrivere costui come un pazzo oppure come un saggio che inventò un modo proprio di sopportare “l’insostenibile leggerezza” di una società che altrimenti lo avrebbe schiacciato.

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