A proposito di rimpianti: cogli la Rosa quando è il momento

“Oh vergine cogli l’attimo che fugge.

Cogli la rosa quando è il momento,

che il tempo, lo sai, vola,

e lo stesso fiore che sboccia oggi,

domani appassirà”.

(Quinto Orazio Flacco)

Immagino che molti  di noi conoscano bene e abbiano sentito parecchie volte questa commovente e bellissima poesia di Orazio, citata nel famosissimo film ” L’attimo fuggente” .

Cosa è il ” carpe diem” ?

IL carpe diem descritto poeticamente da Orazio può essere definito come un invito a riconoscere, sentire e valorizzare ciò che di bello, di volta in volta, la vita ci propone.

Cosa sono invece i rimpianti?

I rimpianti riguardano il ricordo nostalgico e dolente di occasioni mancate, ci riportano tutto ciò che nella vita avremmo voluto fare e che, per un motivo o per un altro, non abbiamo fatto.

All’interno di una ricerca svolta con malati terminali è emerso che i rimpianti di cui le persone in punto di morte si rendono maggiormente testimoni possono essere sintetizzati in cinque punti:

1) non aver vissuto la propria vita seguendo le proprie inclinazioni, piuttosto che tendendo a soddisfare le aspettative altrui.

2) aver lavorato troppo duramente

3) non aver avuto il coraggio di esprimere i propri sentimenti

4) non aver mantenuto i contatti con i propri amici

5) non aver consentito a se stessi di essere più felici di quanto lo si sia stati.

L’essere umano tende a immaginare se stesso come immortale e a non tenere in considerazione il fatto che la propria vita abbia una fine. La morte, evento naturale che appartiene al ciclo di vita di ogni individuo, viene esclusa o, per lo meno, relegata in un angolino dalla nostra cultura e società e ,di conseguenza, da ciascuno di noi. L’illusione di essere immortali, probabilmente, ci spinge spesso a rimandare le cose da fare, a non cogliere l’attimo.

Nel momento in cui si vive in prima persona l’evento critico della morte di un proprio caro, ciascuno può, in prima persona, entrare a contatto con la morte e con la propria mortalità. Il contatto diretto con la morte, benché tragico, consente a ciascuno di acquisire maggiore consapevolezza del fatto che i propri giorni volgeranno a un termine e, nel contempo, fungerá da motore verso la ricerca del gusto, del sapore di ogni piccola e grande cosa di questa vita e a non lasciarsi sfuggire le piccole e grandi occasioni.

Alcune persone tendono a rimpiangere cose che avrebbero voluto fare da bambine ma che, per svariati motivi, non sono riuscite a fare. A molti di noi può capitare di rimpiangere di non aver imparato a suonare uno strumento o di non aver frequentato una scuola di danza o una scuola d’arte.

Un pianista inglese, James Rhodes, nel suo ultimo libro incoraggia le persone appassionate di musica a cimentarsi, qualora lo desiderino e qualunque sia la loro età, a suonare uno strumento musicale anche partendo da zero e assicura che, entro 6 mesi, ciascuno possa, se vuole, imparare a suonare un pezzo di Richard Bach anche se è la prima volta che suona il piano.

Rhodes ritiene che gli ingredienti necessari per raggiungere questo obiettivo siano:

1) una buona dose di motivazione e di passione verso la musica

2) essere costanti nella pratica degli esercizi.

Rhodes è un musicista che ha vissuto una infanzia estremamente difficile e tragica e ,grazie alla musica, ha trovato un modo per riemergere e per guardare avanti, piuttosto che deprimersi e rimpiangere le cose che, in passato, la vita gli ha negato. Poiché i suoi suggerimenti nascono da esperienze di vita personale, reputo molto bello ed emozionante il suo suggerimento e incoraggiamento  a fare ciò che non si è fatto, piuttosto che passare il tempo a rimpiangerlo.

Un altro autore che affronta il tema del rimpianto è il filosofo Nietzcke, il quale ci offre un diverso punto di vista che, a mio parere, risulta integrabile con le cose sopra riportate. Nietzscke dice che la sua formula per la grandezza dell’uomo è  l'”amor fati”  ossia L’ amore per il proprio destino.  All’interno dei suoi scritti il filosofo descrive la possibilità di imparare a considerare bello ciò che risulta necessario: il proprio destino, la propria sorte, il fato: risulta utile “imparare ad accettare tutte le scelte fatte nella propria vita, sia quelle coraggiose che quelle meno coraggiose”. L’accettazione del passato, essendo già successo e risultando dunque incancellabile, non può che risultare necessaria.

Ritengo che da un lato  “l’amor fati” possa consentirci di non guardare con rimpianto il passato “IL carpe diem”, dall’altro lato, possa consentirci di godere appieno il presente.

Mi piace concludere il pezzo con una storiella riportata da A. de Mello:

«L’esploratore era tornato dalla sua gente,
che era ansiosa di sapere tutto
del Rio delle Amazzoni.
Ma come poteva esprimere con le parole i sentimenti
che avevano invaso il suo cuore
nel vedere fiori di strabiliante bellezza
e nell’udire i suoni della foresta di notte?
Come comunicare ciò che aveva provato
nel suo cuore nell’avvertire il pericolo
delle belve o nel condurre la sua canoa
per le acque infide del fiume?

Disse: “Andate a vedere voi stessi.
Niente può sostituire il rischio personale e l’esperienza personale”.
Tuttavia tracciò una mappa
del Rio delle Amazzoni.
Essi presero la mappa. L’incorniciarono
e l’appesero in municipio.
Ne fecero delle copie personali.
E chiunque aveva una copia
si considerava un esperto del Rio delle Amazzoni,
non conosceva forse ogni svolta e curva del fiume,
e quant’era largo e profondo, e dov’erano la rapide
e dove le cascate?

L’esploratore visse nel rimpianto
di aver tracciato quella mappa.
Sarebbe stato meglio se non avesse disegnato nulla».

Buon inizio settimana e

carpe diem❤️💙

Bibliografia e sitografia:

Vorrei averlo fatto. I cinque rimpianti più grandi. Bronnie Warie ( 2012)

http://www.internazionale.it/opinione/oliver-burkeman/2015/06/23/nessun-rimpianto

http://www.lastampa.it/2012/02/11/blogs/oxford-street/i-cinque-rimpianti-piu-grandi-di-chi-sta-per-morire-pLpUJzONdtN6VhYXVy8dZM/pagina.html

https://www.helloworld.it/lifestyle/imparare-suonare-strumento?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=editoriale&utm_content=10217141

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